I volontari del CAI di Isola del Gran Sasso e Pietracamela
presso il Campo Base di Sassa
ed il Campo di Poggio Santa Maria
28 aprile-5 maggio 2009
7 luglio-14 luglio 2009
Sassa 7-14 luglio
Arriviamo il 7 mattina circa alle 8, diamo velocemente il cambio alla sezione CAI di Sanremo e alle 9 siamo già impegnati a pelare patate per 600 persone..... ma chi è statto qui prima di noi lo ha fatto per 1600 ......... l’accoglienza degli alpini è stata commovente e dopo poche ore eravamo già tutti a nostro agio, grazie anche a Irene e le altre ragazze dell’ANA, Francesca e Nicoletta, che per rendere meno gravosa la fatica spesso cantavano coinvolgendo un pò tutti.
Ogni volontario si è sempre prodigato per aiutare e confortare gli altri, contribuendo alla crescita di una complicità davvero forte e permettendo che si creasse un’atmosfera serena che ha giovato a tutto il campo; mi ha colpito molto come persone che non si conoscono e che vivono nel loro quotidiano realtà a volte anche lontanissime ma che hanno stesse motivazioni e intenti possano in poco tempo sentirsi così in sintonia. Il mondo del volontariato è molto variegato e diciamolo senza di esso il nostro paese se la passerebbe molto peggio !
Molti dei volontari conosciuti sono muratori, assistenti sociali, infermieri, operai..... e spesso precari.... gente che già fatica assai per proprio conto....... e il più delle volte proviene da piccole realtà (piccoli centri abitati) in cui forse il senso di solidarietà è ancora forte e diffuso, molto più che altrove; molti di loro sono al secondo o terzo turno (di una settimana) e molti sono pronti a tornare.
Ho avuto la possibilità, conoscendo le strade dei questi luoghi, di accompagnare gli alpini a fare “la spesa” per il campo e di fare un giro per l’aquilano: ho notato il fermento, la voglia di rimettersi in piedi e di riniziare a vivere, malgrado tutto; è altrettanto terribile vedere come costruzioni, anche nuove o recenti si siano lesionate a tal punto da crollare o essere inagibili......
Al campo la gente ha ancora paura ed è ormai così sensibile che sente scosse impercettibili a noi “forestieri”, inoltre il futuro non certo (la casa, il lavoro) crea disagi, insicurezze e un certo risentimento verso chi dovrebbe risolvere tale precaria condizione, che rimarrà tale almeno finchè qualcuno sarà costretto a vivere nelle tendopoli.
Auguro a Sassa, all’aquilano e all’Abruzzo ferito di superare questo momento il prima possibile (siamo al vostro fianco e siamo disposti a tornare se ce ne fosse ancora bisogno) e spero che anche attività come il turismo possano riprendere e contribuire alla ricostruzione e alla rinascita di questi posti, spesso magnifici e unici, ma purtroppo non sempre valorizzati nel giusto modo.
Saluto calorosamente e ringrazio gli Alpini compagni di fatiche, ma non solo, delle sezioni di Treviso, Belluno, Bassano e Feltre ed inoltre gli amici del CAI di Isola del Gran Sasso e di Pietracamela (molti di voi sono diventati miei amici, molti di voi erano già degli amici e ora lo siete molto di più !).
di Andrea Bollati
