Traversata
delle Tre Vette del Corno Grande
Percorso vario e di eccezionale bellezza per ambiente e panorami ; assai
complesso, attraversa per cresta il massiccio del Corno Grande, toccando
le quattro vette principali ( Orientale, Centrale, Torrione Cambi, Occidentale).
Solitamente viene ripetuto, e qui descritto, da Est ad Ovest.
Difficoltà AD- con passaggi fino al III (ore 3-8).
Dalla Vetta Orientale del Corno Grande si raggiunge la Forchetta Sivitilli
scendendo per un canalino situato appena a destra del filo della cresta
OSO. Si prosegue verso la Vetta Centrale, traversando in lieve salita lungo
il versante del Calderone. Raggiunto un forcellino per cresta si sale in
cima, m. 2.893.
Si scende 50 m, versante Sud, seguendo i bolli della via normale fino ad
entrare in un canale a destra (faccia a valle) che porta in breve alla Forchetta
Gualerzi m. 2.840, tra la Vetta Centrale ed il Torrione Cambi (bella vista
sul bivacco Bafile). Per facile cresta si raggiunge la vetta del Torrione
Cambi m. 2.875 e di qui si continua in direzione della Vetta Occidentale.
Appena a sinistra del filo di cresta si entra in un breve canalino interrotto
da un salto (Camino Iannetta). Ci si cala in doppia (una doppia da 35/40
m. divisibile, ed una da 20 m.); una volta scesi si sale a destra alla vicinissima
Forchetta del Calderone m. 2.790.
(Il Torrione Cambi può essere facilmente aggirato scendendo dalla Forchetta
Gualerzi per un tratto in un canale/camino, segnato, sul versante del Calderone
e percorrendo poi una larga terrazza, da evitare in caso di neve).
Dalla Forchetta del Calderone si sale verso Ovest per pochi metri fino ad
un corridoio costituito da due lastroni appoggiati, per esso si esce su
una cengia orizzontale che taglia il triangolare versante Nord/Ovest della
Madonnina o Punta Sivitilli. Dove la cengia termina si guadagna il filo
di cresta per fessura (III). Il salto successivo si supera tramite un diedro,
sempre sul versante Calderone e si arriva ad una piccola forcella. Scendere
due metri e percorrere, sempre a Nord/Ovest una cengia esposta di 25 m.
in leggera salita, pervenendo ad un evidente intaglio sul filo di cresta.
Si prosegue più o meno lungo questo fino ad un profondo intaglio sormontato
da una piccola pancia, che si supera (III) dopo essere scesi nella spaccatura.
Con altri 50 m. si arriva sulla Vetta Occidentale m. 2.912.
(Dalla Guida del Gran Sasso CAI/TCI dei Monti d'Italia di L. Grazzini e
P. Abbate).
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