Da cima alta e dalla madonnina al
Rifugio Carlo Franchetti:
1) Dalla seggiovia della Madonnina
per il Passo delle Scalette. Buon sentiero, comodo e frequentato, presenta un
breve tratto esposto, sommariamente attrezzato. Dislivello: circa 420 m.
Difficoltà: E salvo un tratto (ore1.10).
Dalla stazione superiore della seggiovia 2015 m. si prende la mulattiera in
direzione del Corno Piccolo. Raggiunta la base di un ghiaioncino si sale per la
mulattiera che fa un'ampia curva; dalla 2° curva si stacca sulla destra, poco
evidente, il sentiero attrezzato Pier Paolo Ventricini. Si prosegue verso
sinistra e dopo alcune ripide svolte si raggiunge il Passo delle Scalette 2100
m. entrando così nel Vallone delle Cornacchie.
Si costeggia per un tratto la parete Est del Corno Piccolo,da cui piano piano
ci si stacca, per attraversare una selva di massi (due pietroni formano arco
sul sentiero). Raggiunto così lo sperone che divide in due il Vallone delle
Cornacchie, un breve tratto sommariamente attrezzato e leggermente esposto
porta sul filo. Si prosegue dapprima per questo, poi sul fianco destro con
numerose svolte.
Giunti ai margini di un pianoro erboso si vede il rifugio che sorge sopra un
salto roccioso e lo si raggiunge compiendo un largo giro sulla destra,
attraverso una foresta di massi, e salendo infine un comodo pendio ghiaioso.
(Dalla Guida del Gran Sasso CAI/TCI dei Monti d'Italia di L. Grazzini e P.
Abbate).
2) Come alternativa più impegnativa
e lunga si può percorrere il sentiero attrezzato Pier Paolo Ventricini,
dislivello m. 600 circa, difficoltà EEA (ore 2.30).
Dalla seggiovia si segue la cresta fino al ghiaioncello di cui all'itinerario
precedente e superatolo si lascia il largo sentiero che sale al Franchetti ed
al Corno Grande e si prende quello che si stacca sulla destra. Il sentiero
(privo di segni) diviene subito stretto e ben inciso sull'erba e attraversa,
segnato da paletti di ferro, prima in salita, poi semipianeggiante, tutto il
ripido versante Nord del Corno Piccolo.
Attraversati vari canali si giunge, a destra della parete Nord, sotto le due
enormi Spalle da cui precipita la cresta Ovest. Si piega ora a sinistra, in
direzione del canale che separa le Spalle, si scavalca una cresta rocciosa e si
attraversa un anfiteatro ghiaioso per risalire ad una seconda più marcata
cresta rocciosa (targa in bronzo, ore 0.45) dove inizia il sentiero Pier Paolo
Ventricini.
Oltre la cresta si scende rapidamente, aiutati da una corda fissa, nel
sottostante roccioso Canale del Tesoro Nascosto, lo si scende per circa cento
metri e con l'aiuto di una scaletta e di corde fisse si risale una paretina ed
una fessura obliqua che immette in un canale roccioso. Questo conduce,
attraverso altre corde fisse ed una scaletta, alla Forcella del Belvedere m.
2200.
Si continua incontrando un forcellino dal quale si scende, per un canalino
roccioso, al largo canale detritico situato a destra delle Spalle.
Attraversarlo e poi discenderlo per qualche metro; un caminetto sulla sinistra
immette in un canale erboso con roccette che termina ad un altro forcellino con
guglia caratteristica. Si riprende il sentiero che risale un canale erboso,
dopo una corda fissa attraversare un altro inciso canale, risalire con due
corde fisse ad un forcellino dal quale si scende in direzione del Vallone dei
Ginepri. Dopo cinquanta metri risalire a sinistra una stretto camino (corda
fissa e scala), poi attraversare ancora (corda fissa) entrando nel Vallone dei
Ginepri. Risalirlo costeggiando le rocce (ancora una corda fissa) e continuare
seguendo il sentiero ora più ripido che costeggia le due guglie del Campanile
Livia e della Punta Dei Due fino alla Sella dei Due Corni m. 2547.
Scendere al di là nel Vallone delle Cornacchie per il sentiero che, dopo un
tratto ripido attraversa a destra un largo ghiaione, portandosi con un'ampia
curva sul crestone che divide in due il Vallone delle Cornacchie, ove è situato
il rifugio Franchetti.
(Tratto dalla guida Gran Sasso di A. Alesi, M. Calibani e T. Palermi ediz. SER).
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